Volete sentire l'atmosfera autentica del Natale? Venite sui Nebrodi!

Superato l'appuntamento con la Festa di Santa Lucia e con le sue tradizioni religiose e gastronomiche, è tempo di concentrarsi sulla ricorrenza che riunisce fascino intramontabile e spiritualità profonda: il Natale!

Caratteristiche uniche che sui Nebrodi vengono esaltate da una memoria che si perpetua e si rigenera, tra centri storici suggestivi, suoni antichi e sapori genuini.

I riti della Novena 

Tutto inizia con la Novena, periodo di preparazione e di attesa al Natale. Prima dell'alba, tra le quattro e le cinque del mattino, il suono stridulo e inconfondibile delle zampogne invade le strade di Ficarra, San Marco d'Alunzio, Mirto, Cesarò, Longi, Galati Mamertino, ma anche Piraino, Gioiosa Marea, Sant'Agata Militello e Santo Stefano di Camastra. La "ciaramedda" chiama a raccolta la popolazione per invitarla a partecipare alla funzione religiosa. È una tradizione ereditata dal tempo, quando i contadini si recavano a messa prima di andare a lavorare nei campi, rito propiziatorio e anello di congiunzione tra religiosità e mondo contadino.

Nella Chiesa Madre di San Marco d'Alunzio, durante la Novena, ancor oggi risuonano le musiche del ‘700, che ammaliarono la nobile famiglia dei Filangeri. Ma la "sonorità" del Natale è elemento comune ed affascinante di tutti i Nebrodi, con nenie antiche, canti polifonici e preghiere che costituiscono una parte fondamentale ed "attrattiva" delle funzioni religiose.

La vigilia di Natale sui Nebrodi 

A Tortorici, Longi, Ucria, Mistretta e in altri centri montani, nella notte della vigilia di Natale, c'è l'usanza di bruciare nella piazza principale "u zuccu", un grande ceppo di ulivo messo ad ardere come segno di purificazione e rinascita, mentre i "ciaramiddari" girano per i vicoli e ricevono dolci e liquori in cambio della loro musica.

I presepi viventi nei centri storici 

Si vive un'atmosfera di grande fascino nei centri storici come Piraino, Militello Rosmarino o Montalbano Elicona che richiamano annualmente migliaia di visitatori in appuntamenti ormai diventati storici e di grande fascino. I presepi viventi che si organizzano in queste località in ambienti naturali servono a valorizzare e rivitalizzare location suggestive: non solo la magia della Natività, ma una ricerca certosina che porta a mettere in scena antichi mestieri e a proporre ai visitatori usanze ormai dimenticate, a sottolineare la volontà di preservare un'orgogliosa identità culturale.

Il presepe vivente di Militello Rosmarino nel 2018 è stato dichiarato Manifestazione d'Interesse Europeo ed inserito nel Calendario Italiano dell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale

I dolci della tradizione natalizia nebroidea

La tradizione natalizia, ovviamente, si trasferisce in cucina con i dolci che la fanno da padrone sulla tavola del 25 dicembre, esaltando le materie prime a chilometro zero, come nocciole, mandorle e fichi secchi. La pasta reale di Tortorici, i "gnuccattuli" di San Fratello sono solo esempi di gettonatissimi dolci tradizionali a base di nocciole, come i "carrobbisi" di Alcara Li Fusi preparati con un impasto di fichi secchi e vino cotto. Ma davvero sui Nebrodi ogni paese ha il suo dolce di Natale, come il "pastizzottu" di Militello Rosmarino, i "rametti" di Longi e i "giambellotti" di Motta d’Affermo.

Il Natale sui Nebrodi è un'esperienza a 360 gradi, da vivere tra eventi dal forte carico simbolico e immancabili delizie della pasticceria tradizionale siciliana.

Giuseppe Pintaudi

Photo: AMV Idealab s.r.l. / ttattago.com / Antonino Bartuccio © 2019