Basilica del Salvador Mundi o del SS. Salvatore

Fondata in epoca bizantina, e ricostruita in epoca normanna, nel1515 la struttura venne completamente modificata ed ampliata in tre ampie navate ed impianto basilicale. Alla fine dell'700, il tempio fu completamente trasformato con decorazioni e stucchi ad imitazioni del barocco. Oggi è stata restaurata ed è stato riportato alla luce un tempio con colonne in pietra arenaria e capitelli tutti uno diverso dall'altro e sono state lasciate visibili le fondamenta della vacchia chiesa bizantina. Nella prima colonna, è scolpito l'anno di costruzione della chiesa, l'unica nella diocesi di Patti ad essere ad impianto basilicale, dedicata al Salvador Mundi e sul capitello vi è una sirena dalla coda biforcuta, tipica rappresentazione medievale, mentre nella terza sono rappresentati i quattro evangelisti. Nella navata destra vi è la prima statua che Antonello Gagini fece nella valle del Fitalia, nel 1527, commissionata da Nicola Pettignano. Il Gagini usava riprendere la parte neoclassica dei greci, ovvero ridipingere il viso delle staute colorandolo, il panneggio dell'abito era tutto rivestito con disegni arabeschi di cui oggi è possibile osservare solo piccoli particolari in oro zecchino. In alto, sull'altare maggiore, vi è un trittico di scuola gaginiana, in cui vi è al centro della lunetta superiore la trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor, che si festeggia il giorno del Salvator Mundi, sotto vi sono Cristo benedicente, la Madonna e San Giacomo. Nel 1500 vennero realizzate due opere lignee di meravigliosa fattura, La Madonna del Carmelo e il Salvator Mundi, dipinta con drappeggi in oro zecchino e posizionata sull'altare maggiore. A destra vi è l'altrare ligneo del Sacramento, commissionato dal vescovo Galletti nel 1700.

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