Santuario di San Calogero

Il santuario di San Calogero, costruito nei primissimi anni del secolo, non è arredato né da statue, né da quadri di notevole interesse. L’altare maggiore si eleva su cinque gradini di marmo ed ha la base fregiata di figure allegoriche, incise in bassorilievo di colore bianco. La particolarità di questo altare sta nei meccanismi presenti sul retro, che consentono la salita e la discesa della statua di San Calogero il giorno della festa, quando, tutti i cittadini inneggiano il Santo a dispensargli delle grazie secondo la tradizione che vuole che una voce dice "Gridamu tutti" e i devoti rispondono "Grazie San Calogero". Sulla parete destra, vicino all'altare, vi è il reliquiario che contiene un osso del santo, fermato con un filo d'argento a forma di edera, che è stato realizzato dai famiglia Cipolla di Palermo, argenteri molto famosi del 1700, in argento massiccio. La leggenda racconta che, la reliquia, appartenente al convento di Fragalà in Frazzanò, rimase per un anno a San Salvatore. Quando, una notte, alcuni abitanti di Frazzanò tentarono di rubarla per riportarla al loro paese, ogni volta che provavano a prenderla in mano, la chiesa appariva completamente murata, le porte scomparivano e quindi non potevano uscire dall'edificio. Tutto questo è andato avanti per una notte intera fino al mattino, quando questi furono costretti a tornare a Frazzanò a mani vuote. Così il vescovo del tempo, con una bolla, decise che la reliquia rimanesse a San Salvatore vita natural durante.

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