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11 di 11 punti di interesse

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Castello Branciforti

Il complesso monumentale del Castello Branciforti, sito nel punto più alto del borgo di Raccuja a dominare tutta la vallata, risale all’epoca normanna, anche se le sue origini sono da individuare tra l'età romana e quella araba. Nel corso dei secoli il Castello venne sottoposto a numerose modifiche, la più importante delle quali risale al 1200 quando l’intero edificio passò sotto la proprietà del Barone Orioles. Successivamente, nel XVI secolo, fu ceduto alla famiglia Banciforti la quale attuò altri rimaneggiamenti. A seguito del loro dominio, subito dopo l'Unità d'Italia, tutto il complesso monumentale divenne carcere giudiziario. Oggi il bene risulta accuratamente restaurato dopo una campagna di conservazione degli anni '90 ed è sede della biblioteca comunale e di un’area museale.

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Chiesa Santa Maria di Gesù - Raccuja

La Chiesa di Santa Maria di Gesù èla Chiesa Madre del centro abitato di Raccuja. La sua edificazione risale intorno al XVI secolo. L’esterno della Chiesa si caratterizza per la complessa ricchezza della facciata, realizzata totalmente in pietra arenaria locale a vista finemente intagliata. Essa, impreziosita da volute e pinnacoli, presenta un’impaginazione architettonica scandita da lesene binate le quali delineano le parti corrispondenti alla navata centrale e a quelle laterali. Gli ingressi sono tre, due dei quali, i laterali, sono sormontati da finestre ovali. L’interno, a tre navate, conserva opere marmoree di alto pregio come il gruppo dell’Annunciata (patrona del paese) e la Madonna col Bambino, opere del messinese Giovan Battista Mazzolo, nonchè il San Sebastiano dello scultore raccuiese Rinaldo Bonanno, tutte opere ascrivibili al XVI secolo.

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Chiesa del Carmine - Raccuja

La Chiesa del Carmine, sita nella parte alta del paese nei pressi del Castello Branciforti, era un tempo annessa al Convento dei Carmelitani calzati, chiuso nel 1866 ed oggi non più esistente. Le sue origini risalgono al 1604, ma l’aspetto odierno è frutto di un ampliamento del XIX secolo, come testimoniato dallo stemma dei Carmelitani datato 1855 e posto sul portale in pietra arenaria locale. L’interno dell’edificio di culto è ad unica navata ed è oggi fruibile solo grazie ad un recente intervento di restauro che l’ha sottratto alla rovina e all’abbandono. Dell’altare maggiore ligneo, in passato decorato da colonne salomoniche, oggi restano solamente alcuni frammenti. Sono ancora visibili il gruppo scultoreo in legno dorato della Madonna del Carmelo con San Simone Stock datato 1726 e l’altrettanto settecentesca scultura raffigurante la Madonna del Tindari, posta su un altare laterale.

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Chiesa di San Pietro - Raccuja

La Chiesa dedicata a San Pietro Apostolo è di origine medievale ed è stata edificata per munificenza del barone della cittadina, Berengario Orioles nel XIV secolo. Essa è stata eretta a ridosso di una preesistente torre d’avvistamento risalente al periodo arabo preposta al controllo della vallata del torrente Sinagra. L’edificio, esternamente, si caratterizza per la torre campanaria del 1568. L’interno, oggi, si presenta a due navate dato che la terza è stata demolita nella seconda metà del XVIII secolo per far posto alla strada adiacente. Lo stile è frammisto di elementi romanici e gotici, come si può notare dalla differenza degli archi delle navate e del presbiterio, rispettivamente a tutto sesto con capitelli corinzi i primi e a sesto acuto il secondo. Opera artistica di rilievo all’interno dell’edificio è l’altare ligneo con un tabernacolo in smalto verde e foglia d’oro.

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Convento frati minori osservanti

Il Convento dei Frati Minori Osservanti di San Francesco di Paola è un complesso monumentale ormai in rovina sito a nord del centro abitato di Raccuja del quale rimane integra soltanto la Chiesa dedicata a Maria SS. Annunziata. Oggi il bene risulta inglobato nel cimitero cittadino. L’area monastica è leggibile soltanto nell’area del chiostro di cui si conservano solamente il cortile ed il pozzo centrale. L’edificio di culto accoglie il visitatore con il portale in pietra di epoca barocca arricchito, oltre che da una bella nicchia e da un elegante frontone spezzato, anche da due colonne scanalate in stile corinzio. L’interno è ad unica navata ed è impreziosito da elementi architettonici in pietra arenaria locale intagliati in archi e lesene corinzie che scandiscono gli altari laterali. L’altare maggiore, incorniciato in uno splendido arco trionfale ospita un pregevole crocifisso ligneo.

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Le Tholoi

Le Tholoi, disseminate per tutto il territorio del comune di Raccuja e nei paesi limitrofi, sono delle costruzioni di forma circolare di modeste dimensioni destinate ad uso pastorizio, realizzate con conci di pietra arenaria e calcarea assemblati a secco. Generalmente esse sono alte circa 2 metri ed hanno appunto una copertura che ricorda la forma di cupola ma che si serve solamente del sistema statico di tipo pesante. Le origini di queste affascinanti strutture arcaiche sono incerte: alcune fonti riferiscono che risalgono al primo periodo della colonizzazione greca della Sicilia, intorno al VI secolo a.C., quando venivano edificate come edifici funerari. A partire dal XVII-XVIII secolo d.C. furono riconvertite in rifugio per i pastori nebroidei che in queste campagne da tempo remoto portavano, come ancora oggi, i capi di bestiame in alpeggio.

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Monastero di San Nicolò del Fico

Il Monastero di San Nicolò del Fico, la cui fondazione risale all’epoca bizantina, è con tutta probabilità l’edificio di culto più antico del borgo di Raccuja. Notizie di questo edificio conventuale ci giungono dal 1091 quando il Gran Conte Ruggero ne ripristinò le funzioni dopo il lungo periodo d'abbandono della dominazione araba. La Chiesa, esternamente, si caratterizza per la semplice facciata culminante nel corpo campanario posto in alto. L’interno, ad unica navata, è impreziosito da un arco trionfale intagliato nella pietra arenaria locale. Esso custodisce due opere d’arte: la tela del XVII secolo di autore ignoto raffigurante San Basilio invocante la Vergine e una scultura in cartapesta raffigurante San Nicolò di Bari risalente al XVIII secolo.

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