Alcara Li Fusi

Alcara Li Fusi

Il borgo

Alcara Li Fusi

Sei qui adesso?

Adesso a Alcara Li Fusi

Cosa fare, dove mangiare e cosa scoprire — in base all'ora del giorno

--:--

Da visitare

Punti di interesse

34 di 34 punti di interesse

🏛️

Birdwatching: i Grifoni dei Nebrodi - Sicilia EcoGastronomica - Alcara Li Fusi

L’esperienza di Birdwatching si svolge ad Alcara Li Fusi, paese del Parco dei Nebrodi in provincia di Messina, raggiungibile dalla strada provinciale sp 161.  Il luogo di incontro è la sede del Parco dei Nebrodi (esclusi sabato, domenica e festivi), dove sarà possibile visitare il laboratorio didattico “La Tana delle Idee” con diorami e telecamere sui siti di nidificazione dei Grifoni. L’esperienza si conclude con uno spuntino rustico di montagna. Si consiglia abbigliamento comodo per escursione adatto alla stagione e binocolo.L’esperienza è adatta anche a famiglie con bambini. Luogo di grande interesse naturalistico dotato di capanni per l'avvistamento ed osservazione degli uccelli. #plasticfree Per tutte le info e dettagli: Sicilia Eco Gastronomica - I grifoni dei Nebrodi Chiama Maria D'Amico

Scopri →
🏛️

Castel Turio e Chiesa della SS. Trinità

Il Castel Turio prende il nome dal Fondatore del borgo, Patron Turio, seguace di Enea che, stanziatosi sul litorale tirrenico della Sicilia, fondò quella che successivamente sarebbe diventata Alcara. Del Castello, sito nell’antico quartiere Motta, oggi rimangono due corpi architettonici, quello di una Torretta d’avvistamento di pianta quadrangolare arroccata su di un ripido e inaccessibile pinnacolo roccioso e, ai suoi piedi, la piccola Chiesa dedicata alla SS. Trinità. In prossimità della Chiesa e della Torre si trova uno splendido belvedere dal quale si può contemplare da un lato l’intero centro abitato con le dolci montagne al di là del Fiume Rosmarino e dall’altro le aspre e verticali ripe delle incombenti rocche calcaree del Crasto.

Scopri →
🏛️

Chiesa Maria SS. Assunta - Alcara li Fusi

La Chiesa Madre di Maria SS. Assunta è l’edificio di culto principale di Alcara. La sua edificazione risale all’epoca bizantina, ma numerosi sono i rimaneggiamenti che nel corso dei secoli l’hanno plasmata e diversificata. L’esterno dell’edificio è caratterizzato dalla facciata a salienti che incornicia un superbo portale in stile rinascimentale. Girando attorno, è possibile ammirare il possente campanile merlato con una svettante guglia, la cupola e le tre absidi posteriori. L’interno, a Croce Latina commissa, a tre navate con due cappelle laterali, conserva pregevoli tele e sculture. Il luogo più sacro alla venerazione dei fedeli è il sacello blindato ove sono custoditi il corpo di San Nicolò Politi, Patrono di Alcara e la cinquecentesca statua. Prima di arrivarvi vi è la cappella dedicata, finemente decorata in stucco, su cui troneggia la tela di Filippo Tancredi raffigurante il ritrovamento del corpo del Santo.

Scopri →
🏛️

Chiesa del Rosario - Alcara li Fusi

Questo edificio religioso risale al periodo normanno, precisamente al 1163, anche se l’aspetto odierno ha subito dei rimaneggiamenti rinascimentali. Originariamente la Chiesa si trovava in aperta campagna ma con l’espansione urbanistica novecentesca si è ritrovata a pieno titolo a far parte del centro abitato. Esternamente la Chiesa è molto caratteristica per via del bellissimo portico e per le merlature che ne arricchiscono la volumetria. Il portale, in pietra calcarea locale, presenta sulla sommità uno stemma papale, forse un elemento riferito a Papa Leone II, cittadino alcarese. L’interno, ad unica navata, conserva due opere d’arte molto interessanti: la marmorea effige a tutto tondo di fine quattrocento/inizio cinquecento attribuita a Domenico Gagini che ritrae la Madonna della Catena e una grande tela del 1667 raffigurante la Visitazione, opera di Giuseppe Tomasi da Tortorici.

Scopri →
🏛️

Chiesa della SS. Annunziata - Alcara li Fusi

La Chiesa dedicata alla SS. Annunziata, sorge all’interno del quartiere Motta, primo agglomerato urbano sorto ai piedi del Castel Turio. Con tutta probabilità è uno degli edifici religiosi più antichi di Alcara. Secondo gli storici locali, questa era la Chiesa principale, “Templum Magnum”, prima dell’edificazione della Chiesa Madre. Malgrado le origini antichissime, la struttura che noi oggi possiamo ammirare risale al XVI secolo. Esternamente la Chiesa, ad unica navata, accoglie il visitatore con lo splendido portale in pietra calcarea locale. L’interno, ad unica navata, accoglie opere di grandissimo pregio quali il cinquecentesco gruppo scultoreo in legno e telacolla raffigurante l’Annunziata e l’Arcangelo Gabriele inserito in uno splendido fercolo ligneo sempre del XVI secolo e la grande pala d’altare raffigurante lo stesso soggetto, opera di Giuseppe Tomasi da Tortorici del 1653.

Scopri →
🏛️

Chiesa di S. Pantaleone Martire - Alcara li Fusi

La Chiesa di San Pantaleone è di origini medievali, anche se l’aspetto odierno è seicentesco. L’esterno accoglie il visitatore con la facciata arricchita da un settecentesco Portale in pietra calcarea locale, dal Tiburio con copertura a cupola e dalla svettante Torre campanaria. L’interno, completamente rimaneggiato nel settecento, ospita vari manufatti artistici primo fra tutti, lo splendido organo seicentesco, tra i più antichi di Sicilia. L’altare maggiore è ornato da una grande pala d’altare dipinta da Damiano Basile nel 1599 che raffigura, nella lunetta in alto, Dio Padre benedicente, nella tela principale, la Madonna contornata da angeli musici e sotto i Santi Pantaleone, Lucia, Stefano (o Lorenzo), San Leone Magno, Sant'Antonio Abate e Sant’Agata. Presenti anche opere pittoriche di Giuseppe Tomasi, Filippo Tancredi e Pietro Castelnovo. Interessante è anche la Cappella del Crocifisso.

Scopri →
🏛️

Chiesa di San Michele Arcangelo e Convento dei frati minori osservanti - Alcara li Fusi

Costruita tra il 1518 e il 1523 insieme al Convento dei Frati Minori, la Chiesa di San Michele Arcangelo è sede delle celebrazioni dedicate all’Immacolata e a Sant'Antonio da Padova. Esternamente, accoglie il visitatore con la facciata a capanna sormontata da un piccolo rosone sotto il quale si trova il portale: quest'ultimo, scolpito nella pietra calcarea locale nel 1661, riporta in basso, sui plinti, lo stemma della nobile famiglia alcarese dei Salerno. L’interno della Chiesa, ad unica navata, è impreziosito dal tetto a capriate lignee policrome ed ospita pregevoli opere tra le quali: la seicentesca statua lignea dorata dell’Immacolata, un Crocifisso del XVII secolo, la statua del Titolare San Michele del XVI secolo e una tela, risalente alla fine del cinquecento, raffigurante le due sacre famiglie, quella di Gesù con San Giuseppe e quella della Vergine con i SS. Anna e Gioacchino.

Scopri →
🏛️

Chiesa di San Nicola di Mira - Alcara li Fusi

La Chiesa di San Nicola di Mira si trova nel quartiere “Rocca” vicino al monte Calvario. Secondo le fonti l’edificazione risalirebbe al XV secolo, ma la tradizione orale dice che la Chiesa dedicata al culto del Santo Vescovo esistesse già dal medioevo. Si narra, infatti, che i genitori di San Nicolò Politi, prima della sua nascita, siano venuti qui in pellegrinaggio direttamente da Adrano per chiedere la grazia di un figlio al Santo, allora molto venerato. Esternamente l’edificio si caratterizza per il portale ad arco ogivale. L’interno, ad unica navata, è completamente spoglio di opere d’arte. Recentemente l’edificio, solitamente non accessibile al pubblico, è stato reso fruibile nelle giornate del FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Scopri →
🏛️

Chiesa di Sant'Andrea e Convento delle Suore Benedettine - Museo d'Arte Sacra

Edificato intorno al 1580, il complesso monumentale veniva originariamente chiamato “Ospedale dei pellegrini” ed era abitato dalle Suore Benedettine. Il corpo architettonico comprende la Chiesa di Sant’Andrea, ad unica navata adiacente alla quale vi è il Convento. Oggi questo è diventato la sede di un interessante Museo di Arte Sacra le cui sale, suddivise su due piani, ospitano varie opere provenienti da tutte le chiese del centro cittadino. Affascinanti sono i vari settori che ospitano l’argenteria, i paramenti sacri, le sculture lignee e lapidee, gli splendidi libri miniati e le pitture su tela e su tavola. Tra le tante opere di più alto pregio, capolavori assoluti del Museo sono: lo splendido Crocifisso ligneo medievale e la cinquecentesca tavola raffigurante la Vergine tra i Santi Antonio e Sebastiano, della scuola di Antonello da Messina.

Scopri →
🏛️

Chiesa di Sant'Elia - Alcara li Fusi

La Chiesa di Sant'Elia, ad Alcara li Fusi, è stata edificata prima del 1574 sulle rovine di un Tempio Pagano dedicato alla Dea Fortuna. Annesso ad essa, si trovava il Convento dei Cappuccini, andato perduto dopo un incendio nel 1956. L’edificio religioso, si caratterizza esternamente per la semplice facciata arricchita da un portale in pietra calcarea locale. L’interno, recentemente restaurato, ospita opere d’arte pittorica e di intaglio ligneo di grande pregio. Tra i capolavori, è da annoverare la splendida struttura lignea dell’altare maggiore, che incornicia la pala d’altare che ritrae la Madonna con i Santi Francesco, Nicolò Politi ed Elia, opera di Frate Umile da Messina del 1656. Altre opere pittoriche sono: la tela di San Vito, la Sant’Anna del 1599 di ambito messinese di gusto raffaellesco e l’Immacolata, prima opera documentata di Giuseppe Tomasi da Tortorici. Pregevole è anche il Crocifisso ligneo.

Scopri →
🏛️

Chiesetta dell’Acqua Santa - Alcara li Fusi

In località Cammara, in aperta campagna alle pendici della Rocca Calanna, si trova la Chiesetta dell’Acquasanta. In questo luogo, molto caro agli alcaresi, è presente una piccola cappella di forma circolare in pietra a secco all’interno della quale, davanti ad una statuetta di San Nicolò Politi circondata da due scalinate scendenti, si trova un grande masso. Al di sotto del masso, in una profonda nicchia, si può scorgere una pozza d’acqua pura e limpidissima che scaturisce da una non individuabile sorgente. Secondo l’agiografia del Santo Patrono, fu lui stesso che, assetato durante il viaggio da Adrano ad Alcara, dopo aver implorato il Signore, ricevette il suggerimento di battere il suo bastone crociato su quella pietra per far scaturire la sorgente d'acqua. L’Acquasanta è un sentito luogo di pellegrinaggio dove, nei primi giorni di maggio, si celebra una messa in onore al Santo Anacoreta.

Scopri →
🏛️

Chiesetta di Sant’Anania - Alcara li Fusi

Poco fuori dal centro abitato di Alcara, in direzione dell’Eremo, si trova una piccola Chiesa rurale dedicata a Sant’Anania. Secondo le fonti agiografiche riguardanti San Nicolò Politi, il 18 agosto 1167, durante il prelevamento del corpo del Santo, nel corso della processione verso il Paese, proprio in quel luogo, il corpo si fece talmente pesante che non fu più possibile andare avanti. Fu allora che accadde un miracolo: una bambina, nata appena il giorno prima, parlò e disse chiaramente che il Sacro corpo doveva essere portato non nel centro abitato, ma al Monastero di Santa Maria del Rogato, al di là del Torrente Rosmarino. Da allora, la Chiesetta di Sant’Anania, sorta nel luogo del miracolo, è sede della sosta del Santo che ogni anno, la mattina del 18 agosto, viene riportato in processione verso l’Eremo. Architettonicamente l’edificio è molto semplice e si caratterizza per l’essere aperto da un arco.

Scopri →
🏛️

Edicola votiva del Miracolo della frutta - Alcara li Fusi

In aperta campagna, vicino alla località Pietra Sparata, si trova un’antica Edicola votiva che testimonia un avvenimento della vita di San Nicolò Politi, il Miracolo della frutta. Si narra che in quel luogo, nel suo ultimo viaggio verso il Monastero del Rogato, il Santo, stanco e affaticato per il lungo tragitto, incontrò due donne che rientravano verso casa in paese con due cestini pieni di frutta. Allora San Nicolò chiese loro, per Grazia di Dio, di avere un po’ di frutta, così da rifocillarsi. Una delle due donne, non conoscendo l’uomo, si rifiutò e continuò per la sua strada sdegnata per la richiesta, l’altra, invece, pur essendo nella stessa condizione della comare, fu caritatevole e gentile e porse il proprio cestino al Santo. Una volta rincasate, le due si accorsero che nella cesta della donna gentile i frutti crebbero e si moltiplicarono, mentre nella cesta della donna burbera i frutti marcirono e fecero scaturire serpenti velenosi.

Scopri →
🏛️

Eremo di San Nicolò Politi

A circa 2,5 Km dal centro abitato, ai piedi della Rocca Calanna, sorge il Santuario dell’Eremo di San Nicolò Politi, luogo tra i più sacri per gli alcaresi. Questo edificio è stato costruito alla fine del medioevo inglobando la grotta dove il Santo Patrono di Alcara visse dal 1137 fino alla morte, avvenuta il 17 agosto del 1167. Esternamente l’architettura, che lascia sporgere le parti rocciose della spelonca, risponde ai gusti vernacolari alcaresi, comprendendo un portico annesso, un’area abitativa in passato sede monastica e un corpo campanario. L’interno, affascina il visitatore per la grande roccia protetta da un’inferriata che accoglie la Grotta del Santo ove è posta una sua seicentesca statua. Sull’altare maggiore della Chiesa lo sguardo del visitatore è attratto dalla tela raffigurante il Prelevamento del corpo di San Nicolò, opera di Giuseppe Tomasi da Tortorici del 1649.

Scopri →
🏛️

Fontana Abate

Alcara Li Fusi in tutto il comprensorio dei Nebrodi è rinomata per la sua grande ricchezza d’acqua sorgiva che sgorga dalle viscere delle ripide montagne rocciose che ne sovrastano il centro abitato. Una di queste sorgenti viene canalizzata nella Fontana Abate, la più famosa ed importante fonte del paese la quale disseta gli abitanti già da tempi molto antichi. Si dice, infatti, che le sue origini risalgano all’epoca pre-araba. Il corpo architettonico della struttura, dall’aspetto monumentale arricchito da pinnacoli e sculture, vede sgorgare perennemente da sette cannoli in bronzo ingenti quantità d’acqua freschissima che si riversa in un limpido abbeveratoio. Sopra questi, posta centralmente è un’aquila scolpita in pietra che sorregge un’iscrizione in latino risalente al cinquecento e attribuita al Donadei, la quale declama la purezza e la freschezza delle acque.

Scopri →
🏛️

Grotta del Lauro

La Grotta del Lauro si trova alle falde del possente massiccio dolomitico di formazione calcarea della Rocca del Crasto, a 1068 metri sul livello del mare. È una vera e propria meraviglia naturale non soltanto per il territorio di Alcara, ma per tutto il comprensorio dei Nebrodi: è la più grande ed articolata tra le cavità carsiche non solo del versante occidentale delle Rocche del Crasto, ma di tutto il Valdemone. Il percorso per raggiungerla è assai tortuoso e per una parte costeggia la verticale faglia della Rocca Calanna per poi arrampicarsi sul massiccio del Crasto ove si trova l’apertura. L’interno, pieno di stanze e cunicoli, è un vero e proprio percorso che si spinge verso le viscere della terra, costellato da grandi stalattiti e stalagmiti che assumono le forme più particolari. Nella Grotta sono state fatte anche importanti scoperte di carattere archeologico e zoologico.

Scopri →
🏛️

Monastero Basiliano di S. Maria del Rogato

Il Monastero Basiliano di Santa Maria del Rogato è stato edificato intorno al 1090 e si trova lontano dal centro, nelle campagne oltre il Torrente Rosmarino. Il Monastero è stato spiritualmente il punto di riferimento per le confessioni e le comunioni dell’Eremita San Nicolò Politi il quale, proprio in questo luogo, trovò sepoltura dall’anno della morte, avvenuta nel 1167, fino al 1503. Il Monastero accoglie il visitatore nella sua semplicità, con un portico adiacente la chiesetta e quello che rimane degli ambienti monastici. L’interno contiene uno tra i più importanti esempi di pittura medievale in Sicilia: il ciclo di affreschi duecenteschi della Dormizione della Vergine e di San Giovanni Battista. Dentro la Chiesa sono presenti anche una scultura raffigurante San Nicolò Politi in posizione supina, la vecchia urna in cipresso che ne conteneva le spoglie e un popolare quadro settecentesco che ritrae l’Assunta.

Scopri →
🏛️

Monumento a San Nicolò Politi

All’ingresso del centro abitato, alla fine del XX secolo, è stato dedicato un Monumento alla figura di San Nicolò Politi, Santo Patrono di Alcara. Il Santo Anacoreta, nato ad Adrano nel 1117 da una delle più nobili famiglie della cittadina, giunto in età da moglie, manifestò la volontà di consacrare la sua vita al Signore e fuggì di casa prima delle nozze. Trovò come primo rifugio una grotta alle falde dell’Etna, dove vi dimorò per tre anni, ma venuto a sapere che il padre era sulle sue tracce, decise di abbandonare quel luogo e di oltrepassare i Monti Nebrodi. Durante il tragitto, soggiornò nel Monastero di Maniace dove conobbe San Lorenzo, il quale gli indicò il Monastero di Santa Maria del Rogato, ad Alcara Li Fusi, come punto di riferimento. Una volta giunto nei pressi di Alcara San Nicolò Politi si stanziò nella Grotta dell’Eremo dove visse fino alla morte senza mai mettere piede in paese.

Scopri →
🏛️

Rocche del Crasto

Le Rocche del Crasto, elementi naturali caratterizzanti del territorio di Alcara, sono formazioni rocciose costituite da rocce cristalline e luminose e da calcari di tipo dolomitico risalenti all’era mesozoica. Nella parte nord-ovest delle Rocche si trova il territorio dominato dai Grifoni, recentemente ripopolato di questi splendidi rapaci grazie ad un intervento di reintroduzione svolto ad opera del Parco dei Nebrodi. Nella parte sud orientale, è presente il nido dell’unica famiglia di Aquila Reale presente nella Sicilia Orientale. Secondo le fonti storiche, sulla cima della Rocca del Crasto sorgeva l’antichissima città Sicana di Krastos, presenza antropica testimoniata da resti e manufatti. Si attesta che della città di Krastos sia stato nativo il poeta greco Epicarmo, inventore della Commedia. Su questi Monti si ipotizza, altresì, la localizzazione della bizantina Demenna. Le Rocche del Crasto ricadono nei comuni di Alcara Li Fusi e Longi.

Scopri →
🏛️

Villaggio pastorale "Stidda"

Il Borgo di Contrada Stella, “Stidda” per i paesani, è un villaggio pastorale sito sopra il centro di Alcara, nelle immediate pendici delle Rocche del Crasto accanto all’omonimo torrente. Questo agglomerato è un importantissimo sito dalla notevole valenza Etno-antropologica: si tratta di un antico e arcaico villaggio rurale costituito da piccole costruzioni in pietra a secco con coperture che possono essere o in laterizio o in frasche di Ginestra. Queste sono circondate da mura lapidee che fungono da recinto per i capi di bestiame. Il Villaggio Pastorale Stella costituisce un esempio della vita contadino-pastorale delle origini dell’antropizzazione di questi luoghi, unico sopravvissuto della lunga serie di borghi che nel passato costellava i Monti Nebrodi.

Scopri →

Orientati

Mappa di Alcara Li Fusi

I punti di interesse sul territorio. Clicca sui marker per i dettagli.

Comune Punti di interesse
Il tuo carrello 0
🛒

Il carrello è vuoto

Aggiungi prodotti dai produttori locali

Totale stimato €0.00

Spedizione calcolata al momento dell'ordine

Procedi con l'ordine →
Ttattà

La tua guida dei Nebrodi

Ttattà AI · Dati reali dei Nebrodi