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Chiesa Madre "Santa Maria Assunta" - Galati Mamertino

La Chiesa Madre di Galati Mamertino, dedicata alla Madonna Assunta, è stata costruita nel 1575 per volontà della Famiglia Lanza. L’edificio, di stile rinascimentale, è composto da tre navate delimitate da 12 colonne doriche realizzate in pietra serena, tipica dei monti Nebrodi. All’interno si possono ammirare opere di pregevole bellezza tra cui le statue marmoree della Trinità e dell'Annunciazione di Antonello Gagini, grande scultore siciliano del 1500, tele del Mercurio e del Tresca, la statua lignea di San Sebastiano di fattura fiamminga e una tela raffigurante il Martirio di Sant'Agata di Pietro Novelli, detto il Monrealese. Sotto il presbiterio si trova una piccola cripta rettangolare con dodici nicchie verticali e dieci casse funebri in legno posizionate su mensole di metallo.

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Chiesa di Santa Caterina - Galati Mamertino

La Chiesa di Santa Caterina è ad una navata con sei cappelle incavate nelle pareti laterali, tre per lato, separate da colonne corinzie in pietra. Al suo interno è possibile ammirare: una statua marmorea gaginiana della Santa del 1550, una statua lignea dell'Immacolata di Girolamo Bagnasco del XVI secolo e un crocifisso ligneo del XVII secolo di Fra Umile da Petralia, opera di estrema bellezza e pregio. Inoltre, sono presenti alcune tele dei secoli XVII e XVIII tra cui spiccano la Deposizione e la Sacra Famiglia con i Santi Anna, Gioacchino, e Giovanni attribuite al Tresca. Sull'arco trionfale si legge la data 1551 che indica l'anno dell'ultimo restauro, la costruzione della Chiesa, invece, pare risalire al primo periodo della dominazione Normanna.

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Il Palazzo del Principe

Noto anche come Palazzo De Spuches, il Palazzo del Principe è stato costruito nella seconda metà del XVI secolo sotto la dinastia dei Lanza. Lo stemma della Famiglia Amato, la prima ad abitare nel sontuoso edificio, campeggia sul portale principale costruito in pietra serena. I portali interni del palazzo sono ricchi di ornamenti e di figure in bassorilievo. Il Palazzo ospita numerose stanze, compreso il grande salone in cui Baroni e Principi, oltre a tenere le feste, incontravano Nobili e Dignitari e nominavano i Magistrati. Si narra che il Principe, quando non poteva recarsi in chiesa, seguisse le funzioni religiose direttamente dal balcone del palazzo che si affaccia sul sagrato della Chiesa Madre. Palazzo De Spuches oggi è adibito a Centro Museografico Polivalente della Valle del Fitalia.

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La cascata del Catafurco - Esperienza sui Nebrodi - Sicilia EcoGastronomica

Una giornata indimenticabile a Galati Mamertino, per raggiungere la Cascata del Catafurco a piedi risalendo il torrente San Basilio. Si parte da Capo d'Orlando e si arriva nel centro urbano di Galati Mamertino, antico centro collegato alla costa tirrenica dalla strada di fondovalle che si diparte da Rocca di Caprileone, (18 Km) e proseguendo verso la frazione di San Basilio, si può percorrere una strada sterrata (3,7 Km) che conduce alla Cascata del Catafurco. Il percorso si snoda su una mulattiera e attraversa campagne coltivate e zone aperte destinate al pascolo dove è possibile incontrare mandrie e greggi, il Villaggio Molisa, di grande valore etnoantropologico, tipico esempio di aggregazione rurale a ridosso di una falesia calcarea, di cui oggi possiamo ammirare solo dei ruderi e delle casupole realizzate in pietra senza l'uso di malta. Meta dell'itinerario è la Cascata del Catafurco: da una parete alta quasi 10 m., tra rocce calcaree aspre ed accidentate le acque del torrente S. Basilio precipitano fragorosamente, con movimento vorticoso, soprattutto nel periodo primaverile a seguito di precipitazioni piovose. Lungo il percorso, recentemente attrezzato con staccionate e segnaletica, diverse fontane di acqua freschissima. Per tutte le info e dettagli: Sicilia Eco Gastronomica - La cascata del Catafurco Chiama Maria D'Amico

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Museo degli antichi attrezzi della civiltà contadina

La nascita del Museo si intreccia con la storia della Società Liberale di Mutuo Soccorso che, nata il 14 luglio del 1892 con atto pubblico e per volontà di duecentoventotto soci, riuscì a costruire a Galati Mamertino, in via Toselli, una casa su tre livelli. Successivamente comprò e mise in esercizio un mulino a “gas povero”, ma questa iniziativa suscitò la gelosia dei possidenti di Galati che, approfittando dei moti del 1929, fecero sciogliere dal regime fascista la Società, ottenendo la confisca della casa e la vendita all’asta pubblica del mulino e dei mobili. Il 13 ottobre 1946, la Società fu ricostituita e in seguito rientrò nella disponibilità dell’immobile, nel tempo restaurato con il contributo e i risparmi dei soci. Oggi il piano terra della casa, a seguito di una convenzione con il Comune di Galati Mamertino, è sede del Museo degli Antichi Attrezzi della Civiltà Contadina, attestando il forte legame con un passato che si alimenta anche con “I Cantori della tradizione”, depositari dei diversi modi di cantare. Ingresso gratuito - Tel 0941434956 3338210335 www.galatimamertino.it - Società di Mutuo Soccorso Comune di Galati Mamertino Orairio di apertura: Tutti i giorni visite su prenotazione ; sabato orario 16/18; domenica orario 10/12

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Museo dei fossili Maugeri Gemellaro

Nel 2006, a Galati Mamertino, viene inaugurata la sezione separata del Museo Maugeri Gemellaro di Palermo, ricca di reperti fossili a testimonianza della fauna presente sui monti Nebrodi già in epoca preistorica. Il museo prende il nome dai due paleontologi Maugeri Patanè e Gaetano Giorgio Gemellaro che, con il loro studio, misero in risalto l'importanza naturalistica della Sicilia partendo dalle Rocche Rosse che si trovano nel territorio di Galati Mamertino ricco di reperti fossili. Grazie alla scoperta di questi fossili, iniziata nella seconda metà dell'Ottocento, è stato possibile ricostruire la storia geologica della Sicilia già dall'era Mesozoica. E' possibile anche vedere un calco di uno scheletro di Elephas Mnaidrensis, elefante di piccola taglia vissuto in Sicilia duecentomila anni fa.

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Villino Margherita

Villino Margherita, di proprietà della Famiglia Marchiolo, è stato edificato verso la fine del 1700 e vi era annessa la chiesa di Santa Lucia, accanto ad una torre in pietra. Molto probabilmente la struttura ha inglobato un piccolo magazzino risalente al 1400 le cui tracce sono testimoniate da una piccola finestra in tufo. Attraverso la scalinata posta lungo la trazzera comunale di San Rocco era possibile accedere alla tenuta e l'ingresso era posto sul lato ovest dell'edificio. Oggi gli ingressi sia alla tenuta che alla villa, sono stati spostati a sud. Si deve al barone Vincenzo Marchiolo la dedica della chiesetta a Santa Lucia. Al suo interno è conservato un pregevole statuario della Santa e un antico presepe del 1700 proveniente da Palazzo Spuches. Il nome del villino è stato scelto dalla figlia del barone, Margherita, che morì giovane a causa di una malattia, di cui è conservato un busto bronzeo nei giardini della villa.

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