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Area archeologica e Teatro greco di Tindari

"Tindari era un’antica città greco-romana fondata da Dionigi di Siracusa nel 396 avanti Cristo come fortezza ed avamposto militare. Venne dapprima occupata dai Cartaginesi, quindi conquistata dai romani e infine devastata dagli Arabi nell'836 d.C. Nell’area archeologica è possibile visitare il teatro greco-romano costruito con blocchi di pietra arenaria dai greci nel III° secolo a.C., modificato dai romani per adattarlo ai giochi circensi, parte dell’impianto urbano della città che era percorso da tre grandi arterie parallele, le terme, l’ingresso monumentale della Basilica destinata alle riunioni pubbliche o a Ginnasio per lo svolgimento di esercizi atletici. Da visitare anche le mura ciclopiche, fatte costruire da Dionigi e l’Antiquarium, in cui sono esposte statue marmoree di personaggi togati, una testa dell'imperatore Augusto, un capitello corinzio, ceramiche dell'età del bronzo e tanti altri reperti storici ritrovati in loco."

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Cattedrale di San Bartolomeo

La basilica cattedrale di San Bartolomeo, la più grande e antica chiesa di Patti, sorge accanto al palazzo vescovile e seminario sulla collina che domina la città. Proprio in questo sito, intorno al 1094 il Conte Ruggero d’Altavilla fondò il monastero benedettino del Santissimo Salvatore e fece erigere la prima chiesa dedicandola a San Bartolomeo Apostolo. Il portale centrale in stile gotico è costituito da tre colonne per lato inframezzate da colonnine più esili che reggono capitelli con figure zoomorfe. All’interno della cattedrale si conservano pregevoli opere d’arte e importanti monumenti funebri, fra cui lo stupendo sarcofago della regina Adelasia, la moglie del Conte Ruggero e madre di Ruggero II, primo re di Sicilia, che volle ritirarsi a Patti dove morì nel 1118.

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Santuario antico della Madonna del Tindari

L'antico Santuario di Tindari è stato l'edificio che, durante la dominazione Bizantina 535 - 836, mentre in Oriente dilaga la persecuzione iconoclasta opera dell'imperatore Leone III Isaurico, ha ospitato il simulacro della Vergine bruna. La facciata presenta tre ordini: il primo è realizzato in bugnato così come il portale, il secondo è contraddistinto da una finestra circolare e il terzo è formato da un timpano triangolare che riporta la scritta "AVE MARIA". L'interno della chiesa è a tre navate, in quella principale troneggia l'altare oggi dedicato al Sacro Cuore di Gesù, nella navata destra è possibile ammirare diverse opere tra le quali la statua di San Giuseppe e Gesù fanciullo e la Cappella di Maria Santissima del Tindari in stile barocco con altorilievi in stucco e colonne tortili. La navata sinistra presenta una nicchia contenente la statua marmorea di Gesù battezzato dal San Giovanni Battista nel fiume Giordano. Questo santuario vanta il titolo di Santuario Liberiano in quanto le sue origini sono strettamente legate con quelle della basilica di Santa Maria Maggiore in Roma considerata il più antico santuario mariano d'occidente e voluta da Papa Liberio. In ottemperanza alle disposizioni date per questa emergenza del coronavirus, le visite al Santuario Antico SONO SOSPESE fino a nuove disposizioni.

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Santuario di Tindari

"Il santuario della Madonna del Tindari sorge sulla sommità del colle omonimo che domina il golfo di Patti. Il nuovo edificio, aperto al culto nel 1975, di fatto ingloba la vecchia chiesa risalente al XVI secolo. Nel 1544, infatti, la chiesa venne in parte demolita dal passaggio dei pirati turchi che risparmiarono dal saccheggio la venerata immagine della Madonna bruna. La tradizione vuole che il simulacro della Vergine sia stato condotto via mare durante il periodo della persecuzione iconoclasta in Oriente. La statua lignea della Madonna è databile tra la fine del secolo VIII e i primi decenni del secolo IX ed è rappresentata come Basilissa, cioè come ""Regina seduta in trono"", mentre regge in grembo il Bambin Gesù tenendo la mano destra sollevata, benedicente. Il Santuario moderno, a croce latina, a tre navate, con transetto quadrato e abside semicircolare. è ricco di ornamenti, come vetrate istoriate e mosaici. Numerosi sono gli ex voto dei fedeli per grazia ricevuta. La festa della Madonna del Tindari ogni anno, nei giorni del 7-8 settembre, raduna migliaia di pellegrini che raggiungono anche piedi il Santuario dalle zone più lontane della Sicilia. "

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Seminario Vescovile di Patti

Il Seminario Vescovile di Patti, voluto da uno dei padri del Concilio di Trento, Bartolomeo Sebastian vescovo di Patti dal 1549 al 1567. Nato come una scuola della Cattedrale, ci studiavano i chierichetti. Il 27 marzo 1588, il vescovo Gilberto Isfar y Corillas (1579-1600), avendo dotato l'Istituto di una rendita annua, assicurò una forma stabile di convivenza ai giovani chierici e destinò allo scopo una piccola costruzione a ridosso della Casa vescovile. Vincenzo Napoli, vescovo di Patti dal 1609 al 1648 si impegnò a consolidare il nascente Collegio, creando un luogo, accanto alla Cattedrale, per accogliere i convittori e procurando quanto necessario per lo svolgimento delle lezioni. Il 16 dicembre 1656, il vescovo Ludovico Alfonso de Los Cameros, ne promulgò la fondazione e detrasse alcune rendite della Cattedrale, tra cui quella della mensa, e le destinò al seminario. Venivano così assicurati il convitto, la scuola di grammatica e di canto, il catechismo e venne istituita una "Libraria". Nel 1783 il viceré Domenico Caracciolo riconobbe la scuola del Seminario come Liceo Regio Nazionale i cui titoli permettevano agli alunni di accedere agli studi universitari. A seguito dei danni provocati dal terremoto del 1908 e dai bombardamenti del 1943, il vescovo Giuseppe Pullano (1953-1977), il 27 aprile 1960, fece iniziare i lavori di ristrutturazione e ampliamento dell'intero Palazzo che vennero completati nel 1964.

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