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22 di 22 punti di interesse

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Antiquarium Comunale Agatirnide"

L’antiquarium cittadino, istituito il 20 dicembre del 2002, rappresenta l’anima storica dell’antica città ellenica di Agatirno, fondata, secondo la leggenda, dal figlio del dio Eolo, il principe Agatirso. L’area museale, fortemente voluta da un gruppo di ragazzi che nel corso degli anni 70-80 ha intrapreso un percorso di studi sulla presenza di quest’antica città, ospita una moltitudine di reperti collocabili tra l’età del bronzo e il primo secolo d.C. provenienti, oltre che dalle terme di Bagnoli e da aree funerarie del IV-III secolo a.C. rinvenute alle pendici del Monte della Madonna, da numerosissimi ritrovamenti avvenuti in tutto il territorio comunale. L’antiquarium nasce dall’intesa tra il Comune e la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Messina siglata nel 1997.

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Castello Bastione

Il Castello Bastione, situato su un altopiano sovrastante la contrada Malvicino di Capo d'Orlando, è un poderoso castello di circa 16 metri per 16, risalente alla seconda metà del XVI secolo. Inizialmente assolveva alla funzione di controllo e avvistamento per poi divenire, fino all’inizio del novecento, residenza gentilizia. Anticamente veniva denominato “Torre del Trappeto” per via della presenza, nelle sue vicinanze, di fiorenti piantagioni di cannamela (canna da zucchero) e di trappeti (frantoi) adibiti alla sua trasformazione. Dopo la morte della sua ultima proprietaria, l’inglese M.E. Johnson, nella prima metà del novecento, il Castello andò in rovina fino a che non fu acquistato e restaurato dal Comune di Capo d’Orlando. Da allora, il Castello Bastione è diventato location per eventi culturali e ricreativi.

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Il Faro di Capo d'Orlando

Il Faro di Capo d’Orlando, situato ai piedi del monte della Madonna, è il simbolo della città insieme al santuario. Da quando è stato costruito, rappresenta un punto di riferimento per i naviganti nel tratto di costa tra Capo Calavà e Cefalù. La sua costruzione risale ai primi anni del '900. Progettato dai tecnici del Genio Civile ed attivato nel 1904, è formato da una torre a pianta quadrata intonacata di rosso adiacente ad un edificio, anch'esso di pianta quadrata e collocato simmetricamente, sviluppato solo sul piano terra. La lanterna, posta in cima alla torre, è raggiungibile mediante una scala a chiocciola posizionata all’interno della torre rossa. L’esterno della torre, come di tutto l’edificio è ornato da decorazioni architettoniche in calcestruzzo intonacato di bianco che donano alla costruzione un particolare aspetto neogotico.

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Il Monte della Madonna e il Castello

In cima al monte simbolo della cittadina, sorgono i resti dell’antico Castello intitolato al paladino Orlando. La sua costruzione risale al periodo medioevale, ma ha assunto maggiore rilievo a partire dal 1598 quando San Cono apparve ai guardiani, i fratelli Raffa, che risiedevano nella sua alta torre per lasciarvi il prezioso simulacro della Madonna. Da allora il Castello, che prima era andato in rovina a causa di un assedio quattrocentesco, ha visto nuova vita con la costruzione del Santuario e con la realizzazione nei suoi ambienti di aree riservate ai pellegrini. Nel corso dei secoli però, questo edificio, che si estendeva per tutto il pianoro sommitale del Monte, ha subito ingenti danni per via di terremoti e smottamenti che pian piano lo hanno intaccato. Dall’inizio del XIX secolo i resti del Castello, come il Santuario e tutto il Monte sono di proprietà della Curia Vescovile di Patti.

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Museo Fondazione "Famiglia Piccolo di Calanovella"

In contrada Vina, in cima ad uno splendido colle che domina la piana di Capo d’Orlando, sorge la storica residenza dei baroni Piccolo di Calanovella. La villa ottocentesca diviene famosa grazie al carisma dei tre fratelli Piccolo, Casimiro, Lucio e Agata Giovanna, suoi illustri abitanti fino alla fine degli anni sessanta. Vivere la villa significa entrare in una realtà parallela, dove a dominare sono le figure del poeta Lucio, del fotografo e acquarellista Casimiro e della botanica Agata Giovanna, figli della principessa Teresa Tasca Filangeri. A risiedere in villa, veniva spesso anche il cugino Giuseppe Tomasi di Lampedusa che, tra queste stanze, scrisse buona parte del suo capolavoro letterario, Il Gattopardo. Il complesso si compone delle sue due anime, quello della casa museo, contenitore di incredibili cimeli, e del parco botanico dove, esiste anche un cimitero dove venivano seppelliti i cani e gatti della famiglia.

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San Gregorio

Il piccolo borgo marinaro di San Gregorio è situato lungo la riviera di levante di Capo d’Orlando, tra gli splendidi faraglioni che si affacciano sul mar Tirreno e sulle Isole Eolie. Originariamente, l'abitato di San Gregorio era collegato alla cittadina solamente a monte tramite il sentiero denominato “Goletta”, e solo nella metà del XX secolo venne collegato con una strada litoranea che oggi conduce fino al moderno porto turistico. Il borgo, comprende oltre le caratteristiche casette dei pescatori, la piazzetta e la chiesetta dedicata al santo che gli conferisce il nome. La sua spiaggia è una rinomata località balneare che negli anni sessanta ispirò il cantautore geneovese Gino Paoli che proprio qui scrisse la sua celebre canzone “Sapore di Sale”.

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Santuario di Maria Santissima di Capo d'Orlando

Il Santuario di Maria Santissima di Capo d'Orlando, anche detto Santuario della Madonna, sorge in cima al promontorio che è simbolo della cittadina, in mezzo al complesso monumentale del Castello. La sua fondazione è legata ai fatti miracolosi del 1598 quando San Cono Navacita, patrono di Naso, in una sua apparizione, lasciò ai fratelli Raffa, guardiani del Castello, il piccolo simulacro della Madonna, del tutto simile a quello della Vergine venerata a Trapani, che teneva in braccio Gesù Bambino. Il simulacro, alto poco più del palmo di una mano, venne condotto a Naso da cui Capo d’Orlando a quel tempo dipendeva dal punto di vista amministrativo, ma violenti anche se innocui terremoti ed altri eventi naturali indussero a ritenere che la Madonnina dovesse tornare lì dove era stata rinvenuta. Una successiva apparizione del frate servì a disegnare in cima al promontorio il perimetro della Chiesa che doveva ospitare il simulacro. Su ordine del Vescovo Monsignor Francesco Velardi della Conca, il Conte Girolamo Joppolo fece erigere il Santuario sulla sommità del monte e il 22 ottobre del 1600, con un nutrito corteo partito da Naso, si consegnò la statuetta alla Chiesa e alla comunità orlandina. Per quel giorno, venne istituita una festa “con mercato e fiera”. La notte dell’11 dicembre 1925, il simulacro di Maria SS. venne trafugato da mani ignote. Inutili si rivelarono le indagini per risalire agli autori del furto: così, per proseguire la devozione, venne fatta realizzare una statuetta in argento, tuttora esposta nel Santuario. All’interno del Santuario si conservano tuttora due dipinti di Gaspare Camarda della Scuola di Antonello da Messina, "l'Adorazione dei pastori" del 1626 e "il Crocefisso fra due monaci oranti" del 1627.

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Terme Bagnoli

Interessante sito archelogico di età romana risalente al III-IV secolo d.C. ubicato in contrada Bagnoli,nei pressi dell'area portuale di Capo d'Orlando. I resti di questo complesso termale sono stati portati alla luce grazie ad una campagna di scavi realizzata nel 1987. Secondo quanto venuto alla luce, quest’area, composta da 8 vani, era annessa ad una Villa Romana e subì ingenti danni causati da un terremoto avvenuto tra il IV e il V secolo d.C. Gli ambienti si suddividono in tre aree: il Frigidarium, cioè la parte fredda del complesso, il Tepidarium (zona intermedia) e il Calidarium, che veniva riscaldato mediante un’intercapedine sotto il pavimento collegata all’adiacente stanza del Praefurnium (fornace). Tutti gli ambienti sono decorati da splendidi mosaici pavimentali realizzati con la tecnica del tassellatum (tasselli in pietra e marmo) che riproducono motivi geometrici. 987 a Bagnoli diverse operazioni di scavo portarono alla luce i primi ruderi di una struttura termale, appartenente ad un'antica villa romana risalente al III-IV sec. d.C. Le terme costituite da otto vani sono state molto probabilmente danneggiate da due eventi sismici che colpirono la Sicilia tra il IV e il V sec.D.C. Esse sono costituite da tre ambienti: frigidarium, tepidarium e il calidarium. Il frigidarium, il luogo del bagno freddo era costituito da tre stanze. Il tepidarium era l'ambiente tiepido intermedio che costituiva il passaggio dal frigidarium al calidarium. Quest'ultimo ambiente era costituito da due vani ed era utilizzato per il bagno caldo o a vapore. Gli ambienti erano resi caldi grazie a delle intercapedini ricavate sotto i pavimenti e lungo le pareti dentro cui circolava l'aria calda proveniente dal praefurnium, il locale fornace. Di notevole interesse artistico sono i mosaici policromi in tassellatum (tasselli in pietra e marmo) che decorano l'intera pavimentazione.

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